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6) chiedere aiuto: Assumiamo il fatto che parliate cinese. Se vi siete persi per strada in linea di massima il cinese medio vi aiuterà (ma guardate la cartina magari, a volte vi daranno l’indicazione sbagliata anche se non sono sicuri di quello che vi stanno dicendo). Se vi serve qualcosa per strada (sigarette e accendino, sapere l’ora ecc.) in linea di massima non avrete problemi. Se avrete problemi più complessi da risolvere e, come spesso capita, vi trovate davanti un impiegato inesperto o che ha poca voglia di lavorare, aspettatevi come risposta “non c’è “, “non si puo’ ” e l’ancora peggiore ” non c’e’ niente da fare/non c’e’ soluzione” (mei banfa, 没办法). In questi casi la parola d’ordine è insistere e rompere le scatole fino allo sfinimento. Con questo metodo solitamente si ottiene tutto.
Purtroppo una delle (poche) cose che mi preoccupa della Cina è il fatto che se ti fai male per strada non è detto che ti aiutino. Una mia collega un giorno ha avuto un incidente sul sanlunche (三轮车, il mini taxi a tre ruote). Il sudetto sanlunche si è scontrato con una moto: l’autista del sanlunche è svenuto, il tizio sulla moto è caduto e lei è rimasta intrappolata nel sanlunche che non si apriva. La gente passava, guardava e proseguiva. Anche le guardie del centro commerciale davanti al quale è successo l’incidente non hanno fatto niente. Alla fine, dopo qualche minuto, è stato il motorista stesso che si e’ alzato da solo e trascinandosi la gamba ferita ha liberato la mia amica dal sanlunche…roba da pazzi. Brividi! La cosa che mi terrorizza di più è che molti studenti mi riferiscono di persone ferite per strada, magari con il sangue che esce fuori a fiotti e i passanti, da bravi passanti, passano e dimenticano.
Questo accade perché da qualche tempo ci sono molte finte vittime che appena ti avvicini ad aiutare ti accusano di avergli fatto male te e ti chiedono un rimborso. Così mi dicono i cinesi, almeno.
