I cinesi

Fra le domande top che mi fanno amici, parenti e conoscenti c’è sicuramente questa: “ma come sono i cinesi”?

E so che è lo stesso motivo che ti ha portato a questo articolo…Il desiderio di sapere come fossero i cinesi è stato più forte di te e ti ha portato qui possibilmente anche prima di leggere l’introduzione di Vivere in Cina. Sti cavoli di come si sta in Cina, “Dimmi come sono i cinesi!!”

Eh…quante volte me lo sono sentito chiedere, e la risposta è più o meno sempre questa:  “ma io che vi devo dire?”. E’ una domanda un po’ difficile, è come se dovessi spiegare come sono gli italiani….espansivi? ospitali? sempre allegri? lamentosi? si arrabbiano facilmente?

Si finisce per cadere nei soliti stereotipi…forse si potrebbe tentare di spiegare come sono i cinesi attraverso le loro reazioni e abitudini in determinate situazioni. Proverò a farlo cercando di non generalizzare o cadere negli stereotipi, cercando di darvi un’idea generale di come sono e di come si comportano i cinesi in alcune situazioni.

Per conto mio, conoscendoli abbastanza bene, negli anni ho notato che italiani e cinesi si assomigliano molto!

L’articolo si rivela un po’ lungo ma vi assicuro che vi farà capire chiaramente cosa vi aspetta se dovrete avere a che fare con i cinesi per lavoro, viaggio o che so io. In generale vi consiglio di dargli uno sguardo, perchè viviamo comunque in una realtà multietnica e conoscere meglio il proprio vicino straniero, in questo caso cinese, vi aiuterà sia a cancellare dei dubbi o a cambiare in meglio alcune concezioni sbagliate che abbiamo sui cinesi, sia ad avvicinarvi a persone di culture diverse, ad essere più tolleranti ed amichevoli.

 

1)questione di mianzi: In Cina, probabilmente molto piu’ che in altri luoghi è tutta questione di “facciata” e di “reputazione”, dette mianzi (面子, pronunciata mienz’). La mianzi può essere espressa con due significati. vediamo il primo.

La facciata: Tutto si risolve con l’apparenza di una cosa, di come viene esposta e pubblicizzata, il che, secondo me, fa dei cinesi i migliori marketer al mondo! Sicuramente lo sono da millenni e si vede. In Cina, appunto, non importa tanto se una cosa è buona, fatta bene o sia di qualità, l’importante è che appaia tale. Questo si può applicare a tutto, ai vestiti, agli oggetti, al cibo, alle attività commerciali ecc. E nonostante tutti i cinesi ammettano che la mianzi sia il punto focale di tutto in Cina, spesso non si interessano troppo se un prodotto che stanno per comprare sia effettivamente “buono” o “adatto” a loro. Allo stesso tempo, non è solo importante come appaiono le cose, ma anche come si appare, cioè mantenere una certa reputazione.

Ho sentito di tantissime persone non ricche che amano girare con vestiti costosi (a volte basta anche solo che siano i falsi di oggetti, tipo borse famose) o con macchine costose o che hanno gli uffici in centro a Pechino solo per “facciata” e “reputazione” personali, perchè così gli altri pensano che “sono migliori”. Questa “mianzi” da una parte ha lo scopo di salvaguardare se’ stessi dalle male lingue (perché “se appaio bene, nessuno può parlare male di me”), dall’altra di sponsorizzarsi e anche di far invidia agli altri. Comportamento presente dapertutto ma portato agli stremi in questo paese dalla maggior parte delle persone.

Esempio: tutti hanno un Apple…che non è che sia il cellulare più economico al mondo, diciamo. Altro esempio: a cena molti non vorranno sentire discussioni sul fatto che pagheranno loro. Su Wechat (vedi sezione tecnologia, pronta a breve) la maggior parte dei post riguarderà la parte migliore della propria vita, poche volte si condividono le avversità. Di conseguenza, far perdere la faccia ad un cinese è la cosa più brutta che gli si possa fare, ma anche efficace in alcuni casi, per renderlo più attivo, efficente e umile.

2)essere indiretti: uno dei maggiori effetti su quanto appena detto nelle discussioni con i cinesi è l’essere indiretti, cioè il far capire agli altri con giri di parole a volte assurdi (ed è qui che la fantasia dei cinesi dà il suo meglio!) cosa si pensa, o cosa sarebbe meglio fare. Con i miei studenti sono molto diretta. Se penso che una persona in classe sia strana non le dico certo “come sei curioso!” o “che comportamento alternativo!” o ancora peggio faccio finta di niente…facile che (accompagnata da espressioni facciali e gestualità tutte nostrane – e che i cinesi adorano) me ne esca fuori con un “ma come sei strano!”, “ma perché fai cosi?”. Alla maggior parte di noi, magari potrà sembrare una risposta abbastanza comune, ma come dicevo sopra, i cinesi preferiscono sempre girare attorno 5/6 mila volte al punto focale della questione, piuttosto che centrarla a pieno.

Comunque ho notato una cosa: loro adorano questo mio/nostro modo di fare, perché sentono meno la pressione di dover pensare al significato di una reazione cinese indiretta nel dire “ma come sei alternativo!”, che anzi, è anche troppo diretta per i loro gusti.

Tenete conto che le relazioni interpersonali fra cinesi sono tutte giostrate da questa indirettezza. Tutto è poco chiaro, aleatorio, orientale ecco. Non ci è dato saperlo per chissà quale legge o entità divina. E vabbè, fateci l’abitudine, ma insistite fino allo stremo per capire cosa pensa un cinese. Con la pressione psicologica qui si ottiene quasi tutto.

3) la pressione: abbiamo parlato di “mianzi” e di indirettezza…e la triade per capire la Cina non può essere completa senza parlare di “pressione”. In origine, in Cina, tutto era pressione. E non scherzo che la cultura confuciana ha dettato delle leggi familiari e relazionali che sono ancora oggi la consuetudine in Cina. Tutto quello che non puoi ottenere con la “mianzi” o l’indirettezza la ottieni con la “pressione”(yali, 压力), lo stress insomma.

A 24/25 anni se sei una ragazza e non ti sei ancora sposata o non sei gravida incominci a subire una pressione assurda da parte dei genitori che vogliono il nipote. Frasi tipo dei genitori possono essere: “Perché non ti sposi? Ti stai facendo vecchia! /Oh Dio, mia figlia è una zitella!!/ Se non ti sposi ti disconosco!”). Se sei figlio unico e i tuoi genitori non vogliono viziarti scordati di passare i pomeriggi o i fine settimana al parco con gli amici, perché devi fare il corso di ballo, di canto, di pianoforte, di chitarra, di inglese, di finlandese, di turco, di tiro con l’arco e di paracadutismo allo stesso tempo e di relazioni internazionali con particolare attenzione alla sfera economico-politica e religiosa. Questo all’eta’ di 6/7 anni. Poi peggiora o sei un fallito che non rispetta i genitori perché non gli dai delle soddisfazioni e quindi non soddisfi il livello base di “mianzi” da sbattere in faccia a tutti gli altri genitori. E non puoi sorridere perche’ non sei su Candid Camera. (vedi “non contraddire i genitori” più in basso).

Allo stesso modo, se volete ottenere qualcosa da un cinese dovete stargli addosso. E’ un fatto culturale. Martiria un cinese di domande per sapere cosa pensa o non lo saprai mai, chiedigli costantemente se ha fatto quello che gli avevi già chiesto o non è detto che lo farà, chiedi chiedi chiedi per ottenere qualcosa, contratta il prezzo fino all’esaurimento mentale per avere lo sconto e così via.

4) idee personali: tirare fuori dalla bocca di un cinese la sua opinione è una delle cose più difficili che si possa fare al mondo. Non importa l’età, l’estrazione sociale o la provenienza del cinese in questione…è proprio un fatto culturale e forse anche scolastico. A scuola ai ragazzi non viene mai chiesta la propria opinione su un certo fatto, in generale non si discute a scuola, si ascolta il professore, si scrive, si legge (si gioca continuamente al cellulare…che malattia!!). Ad ogni modo ho conosciuto cinesi di ogni generazione e provenienza, e ho sentito amici stranieri e cinesi confermare questa cosa. Esprimere la propria opinione, anche se richiesta, forse viene vista come una sfacciatagine, un qualcosa di non appropriato o non necessario. Io vorrei scusare da una parte i miei studenti perché sono ragazzi sui 20/25 anni (al livello dei 16enni e dei 18enni italiani riguardo a spigliatezza) e magari si vergognano. Non capisco i 25/30/35enni che hanno ancora paura di dire cosa pensano, soprattutto al lavoro quando si richiede una propria opinione per migliorare qualcosa. Anche in questi casi non rispondono e se gli viene chiesto “se facciamo così va bene?” ti risponderanno di sì, ma anche se gli chiedi la cosa opposta annuiranno. Poi magari la pensano totalmente diversa, ma non parlano. Perché? Bo.

E “bo” è la risposta che mi viene data dai cinesi stessi.

Spesso capita anche che non abbiano un’opinione particolare su qualcosa, gli va davvero bene tutto…il che, personalmente, mi fa venire ancora più i nervi.

Vorrei specificare che i cinesi in questione non sono stupidi, è solo che gli manca l’abitudine di esprimere cosa pensano, soprattutto se va contro le idee degli altri. Perché in Cina è il bene comune che importa, non quello individuale. A pensarla così, sembra orribile a noi occidentali dalla mentalità socratica. Tutto va discusso, niente é assoluto, per noi.

Per loro no, e devo dire che ha anche i suoi lati positivi. Non mi prendete per matta, ma io qua in Cina, nonostante si viva qualitativamente (cibo, aria, pressione lavorativa) peggio che in Italia, non sento la depressione o l’arrabbiatura data dalle lamentele e dalle discussioni politico/religiose (spesso anche stupide e portate avanti da persone totalmente ignoranti) degli italiani. Si vive più alla giornata, si apprezza quello che si ha, si “manda giu’ l’amaro” come direbbero i cinesi.

Non sto dicendo che è meglio come fanno loro, ripeto che anche a me fa venire i nervi non sapere che cosa pensa il mio interlocutore, dico solo che è diverso. Si può dire che in Italia chiunque sa intrattenere una discussione (non importa se giovane, vecchio, colto o ignorante), anche chi farebbe più bella figura a non dare lezioni su cose che non sa, mentre in Cina è meglio non parlare di questioni “noiose”, peggio mi sento se riguardano la sfera emotiva.

5) affetto e contatto fisico: non toccate i cinesi…Tantomeno non cercate di baciarli sulle guance. La reazione è tipo “Pietrificus totalus“, che tradotto per i non Harrypottiani sarebbe “irrigidimento totale”.

Il contatto fa raramente  parte delle culture orientali. Cina, Taiwan, Hong Kong non sono da meno. Gli abbracci sono accettabili solo per i bambini e per le coppie. Ma le coppie esprimono raramente in pubblico le loro emozioni con le effusioni. Ci si saluta a distanza, senza contatto. Con gli estranei a volte si dà qualche pacchetta sull’avambraccio (per ribadire il concetto, come si fa fra italiani alla fine), fra amici ci si da qualche pacca sulla spalla. Solo fra le donne giovani è consentito passeggiare a braccetto o ADDIRITTURA mano nella mano. Quest’ultima cosa, ad un mio primo contatto con la Cina, mi aveva portata a pensare che la Cina fosse il paese con più lesbiche in Asia! Ma pare che sia solo qualcosa che si fà fra amiche del cuore o cose simili.

Per quanto riguarda l’affetto, i cinesi sono affettuosi più con i gesti che con le parole o con il contatto fisico. Si incontra un vicino, un amico per strada e si chiede se ha mangiato (che spesso è solo un saluto, non bisogna rispondere veramente), se la famiglia sta bene, se sei appena ritornato ecc. Ci si saluta dicendo “vai piano” o “stai attento”. Se si esce a bere o mangiare qualcosa, a parte le lotte per pagare (che abbiamo già detto essere un fatto di mianzi), si serve da bere all’amico o gli si serve da mangiare (poi ovviamente ci sono sempre delle eccezioni). Vedi la sezione gentilezze più in basso.

6) chiedere aiuto: Assumiamo il fatto che parliate cinese. Se vi siete persi per strada in linea di massima il cinese medio vi aiuterà (ma guardate la cartina magari, a volte vi daranno l’indicazione sbagliata anche se non sono sicuri di quello che vi stanno dicendo). Se vi serve qualcosa per strada (sigarette e accendino, sapere l’ora ecc.) in linea di massima non avrete problemi. Se avrete problemi più complessi da risolvere e, come spesso capita, vi trovate davanti un’impiegato inesperto o che ha poca voglia di lavorare, aspettatevi come risposta “non c’è “, “non si puo’ ” e l’ancora peggiore ” non c’e’ niente da fare/non c’e’ soluzione” (mei banfa, 没办法). In questi casi la parola d’ordine è insistere e rompere le scatole fino allo sfinimento. Con questo metodo solitamente si ottiene tutto.

Purtroppo una delle (poche) cose che mi preoccupa della Cina è il fatto che se ti fai male per strada non è detto che ti aiutino. Una mia collega un giorno ha avuto un incidente sul sanlunche (三轮车, il mini taxi a tre ruote). Il sudetto sanlunche si è scontrato con una moto: l’autista del sanlunche è svenuto, il tizio sulla moto è caduto e lei è rimasta intrappolata nel sanlunche che non si apriva. La gente passava, guardava e proseguiva. Anche le guardie del centro commerciale davanti al quale è successo l’incidente non hanno fatto niente. Alla fine, dopo qualche minuto, è stato il motorista stesso che si e’ alzato da solo e trascinandosi la gamba ferita ha liberato la mia amica dal sanlunche…roba da pazzi. Brividi! La cosa che mi terrorizza di più è che molti studenti mi riferiscono di persone ferite per strada, magari con il sangue che esce fuori a fiotti e i passanti, da bravi passanti, passano e dimenticano.

Questo accade perché da qualche tempo ci sono molte finte vittime che appena ti avvicini ad aiutare ti accusano di avergli fatto male te e ti chiedono un rimborso. Così mi dicono i cinesi, almeno.

7) i cinesi con gli stranieri: Per quanto, ahimè, in Italia si parli male dei cinesi (ne ho sentite di tutti i colori e mi rifiuto di ripetere qui frasi razziste del genere), i cinesi generalmente sono delle persone semplici e squisite, magari non tanto raffinate agli occhi degli occidentali, ma comunque delle persone amabili. Ovviamente ci sono vari tipi di persona che potete incontrare in Cina: quello che vi fa tante domande perché è curioso, quello che vi avvicina e/o vi perseguita solo perché siete stranieri e vuole dire a tutti che ha un amico straniero, quello che verrà preso dal panico perché non sa come gestire uno straniero (“chissà che mi fa questo!!”) anche se quello straniero parla abbastanza bene il cinese, quello che vi scatterà una foto per strada e/o vi adulerà, quello che vi disprezzerà ecc.

In generale, ho notato questa grande differenza fra la reazione dei cinesi con stranieri che sanno parlare abbastanza bene cinese e con quelli che non lo sanno parlare. C’è da dire che molti cinesi non sanno bene l’inglese (o lo capiscono solo se scritto) e se lo sanno parlare spesso hanno una pronuncia discutibile. Vediamo le reazioni dei cinesi con gli stranieri:

a) che sanno parlare cinese: pioveranno complimenti dappertutto (in realtà anche se sapete dire in modo discretamente giusto “ciao”) e vi faranno le solite domande di base: “da quanto tempo studi cinese?”, “perchè sei in Cina?”, “hai il ragazzo/la ragazza cinese?”, “ti piace la Cina?”, “ti sei abituato al cibo cinese?”, “ci scambiamo il Wechat?” e così via…aspettatevelo! Non importa se sono amici di amici, negozianti, passanti ecc. Se farete amicizia con loro molto probabilmente vi inviteranno a mangiare con loro o se c’è occasione di rivedersi vi offriranno la cena o vi faranno un regalo. Se si parla di persone che lavorano negli uffici, nelle agenzie, nelle banche in linea di massima le cose non vi riusciranno difficili perché l’occidentale che parla cinese può creare una reazione di panico solo all’inizio, poi basta chiedere più informazioni gentilmente (e spesso fare i finti tonti aiuta) e tutto andrà liscio come l’olio. Se parlate cinese, scoprirete di essere i benvenuti in Cina nella maggior parte dei casi.

L’importante è spiegarsi sempre chiaramente, senza troppi giri di parole tipico di italiani e cinesi o non ne verrete mai a capo. Non lasciate ombre di dubbio nelle parole che dite e risparmiate tempo.

b) che non sanno parlare cinese: aspettatevi una vita non sempre facile in Cina. Ho già detto che molti cinesi non parlano inglese o lo parlano male. Molti si faranno prendere dal panico e costruiranno un muro istantaneo fra voi e loro dicendovi “non capisco” (a volte agitano la mano come a voler dire “non mi chiedere niente” o oscilleranno la testa per dire “no”). In questi casi si può provare un primo approccio a gesti sempre con calma e con il sorriso. Spesso non servirà, a questo punto chiamate un amico che parla cinese o un cinese che parla inglese o italiano. Ai cinesi piacciono le cose facili e veloci e se c’è una barriera linguistica può essere un ostacolo (mafan, 麻烦) se volete ottenere qualcosa, fosse anche un’amicizia.

P.S. a proposito di gesti: noi italiani abbiamo un vocabolario gestuale tanto ampio quanto comprensibile solo dagli italiani. Solo pochi gesti come “soldi”, “vieni” e “no” verranno capiti.

8) comunicazione fra cinesi: il cinese è una lingua piena di sfumature che a volte mi fanno ancora chiedere, ma perché ho deciso di studiare cinese? Queste sfumature, fossero pure per nostra logica chiare, non è detto che lo siano per i cinesi. Trovo affascinante come spesso i cinesi non si capiscano neanche fra di loro! E’ un fenomeno che ha del comico e dell’assurdo allo stesso tempo.

9) il saluto: In Cina, generalmente, solo chi si conosce si saluta. Spesso capita che nemmeno i vicini di casa ti salutino (come accade anche in Italia). Ma qui è sempre una questione di “provarci per primi”. Io sono riuscita a farmi salutare dai vicini di casa che all’inizio mi ignoravano. Basta insistere, poi diventano anche molto carini, si abituano a te e sono contenti quando ti vedono.

Dicevo, in genere la convenzione nostrana di salutare quando si entra o esce da un posto non è molto diffusa in Cina. Si può entrare o uscire in un negozio senza salutare, il commesso non saluterà, non farà domande, ognuno si fa i cavoli propri e via. Secondo me non è cattiveria, è solo l’abitudine del diffidare degli estranei e forse anche un modo per evitare la stanchezza di dover salutare troppe persone solo di passaggio.

10) per strada: Mi dispiace dirlo, ma molti cinesi per strada sono totalmente inaffidabili: sia pedoni che chi guida qualcosa. Tenendo conto che la maggior parte dei passanti ha la testa sul cellulare SEMPRE (spesso si guardano perfino film interi sul cellulare mentre camminano e/o guidano), la gente non si rende proprio conto di dove stia camminando, delle dimensioni spaziali, dei pericoli che può incontrare se non fa attenzione. Si bloccano di scatto, ciondolano con le braccia, si strascinano per strada, attraversano e passano dove vogliono (anche se guidano qualche mezzo). Non pensano che ci sono anche gli altri. I mezzi non sono da meno, soprattutto motorini elettrici o sanlunche (il mini taxi a tre ruote). La regola generale è: “io devo passare, chi se ne frega degli altri”. Che poi ovviamente va ad influire anche sulla propria sicurezza.

11) al negozio: entri in un comune negozio, saluti e il mercante spesso non ti saluterà perchè è impegnato con il cellulare o perchè semplicemente si vede entrare miriade di clienti al giorno. Vai all’ora di pranzo e lo vedi mangiare sul bancone della cassa. Vai via e a volte non ti saluta, nè ti dice di tornare. Se compri o sei cliente fisso, è più propenso a ringraziarti e a salutarti. Entri in un negozio un po’ di più alto livello e i commessi ti danno il benvenuto (huanying guanlin! 欢迎观临!), ti stanno sempre addosso (anche troppo) e ti salutano (manzou! 慢走), magari invitandoti a ritornare.

Il non salutare e il mangiare al negozio sono viste come cose normali in Cina, paese in cui la vita è incentrata sul guadagno (per cui si sta sempre sul posto di lavoro) e paese dai grandissimi numeri (provate voi a salutare centinaia di persone al giorno!). Sono consuetudini e sono accettate come parte del comportamento comune. In Europa e in America sarà impensabile mangiare in un negozio o ignorare il cliente, in Cina è normale. Ora capirete perchè fanno lo stesso in Italia. Semplicemente ignorano come si fa da noi.

12) al lavoro: l’occidentale medio si immagina che tutti i cinesi passino 14 ore sul posto di lavoro, lavorando incessantemente, sfruttati dal capo, senza diritti e via discorrendo. Prima di tutto, ricordiamo che in Cina sì, non esistono sindacati, le ferie sono ridotte o scoraggiate attraverso penalità retributive, ma è anche vero che eccetto alcuni casi i lavoratori non sono affatto sfruttati, nè si spaccano la schiena sul posto di lavoro.

Possiamo dire che i cinesi sono grandi lavoratori nel senso che restano nel luogo di lavoro per molte ore (e sempre meno a dir la verità, a seconda del lavoro). Ma quanto a lavorare tanto o duramente, sinceramente, ho i miei dubbi…e parlo soprattutto di chi lavora in uffici pubblici e privati, biblioteche o comunque a contatto con le persone.

Non mi riferisco solo alle segretarie che spesso stanno al pc a chattare o dormono sul banco. Proprio a livello di organizzazione, il cinese medio che fa questi lavori d’ufficio o a contatto con il pubblico, fra gli occidentali che lavorano in Cina, ha la reputazione di fare la metà del lavoro di un italiano (molti altri occidentali direbbero anche meno della metà): non sa esattamente cosa deve fare, se non lo controlli continuamente non lo fa bene e non ha mai la visuale completa di cio’ che porterà la sua parte di lavoro (e non dico che è totalmente colpa sua).

Un lavoro su un’unica cosa è spesso suddiviso fra più persone che non comunicano l’un l’altra e/o non collaborano. Fanno quello che gli si chiede (e a volte neanche quello) e non mettono mai del loro per migliorare le cose. Anzi, se gli chiedi se hanno suggerimenti, non spiccicano parola, ma spesso sono pronti a lamentarsi dietro i superiori. Ho anche esempi di manager cinesi che sono stati messi a fare i manager per grazia divina, non capiscono niente di come funzioni un’azienda e non sanno cosa voglia dire fare il loro lavoro.

Questo quadro di persone non particolarmente dedite al lavoro e/o affidabili per i risultati che porta può avere le sue ragioni. Vuoi per la paga spesso non alta, vuoi perchè dall’alto un unico lavoro è diviso in più persone, vuoi perchè spesso le direttive dall’alto sono vaghe o assenti. Questo, certamente, con le dovute eccezioni. Naturalmente tutto dipende dal lavoro che si fa.

Nei negozi ho già detto che spesso i commessi non ti seguono più di tanto, o guardano film sul cellulare o si fanno i fatti loro. Negli uffici non è difficile vedere gente che chatta o mangia o sta al cellulare, nei ristoranti dipende dall’afflusso dei clienti, ma non mi è capitato poche volte che neanche si disturbassero a venirmi incontro o almeno a salutarmi.

Non dico che i cinesi sono degli sfaticati, perchè sarebbe generalizzare troppo e perchè conosco anche persone molto pazienti e lavoratrici, intelligenti ed efficienti…ma non possiamo neanche dire che lavorano più o meglio degli italiani. Scusate la mia schiettezza, ma in generale io ho notato questo e me lo hanno confermato non solo altri occidentali, ma anche amici manager cinesi.

In un’azienda il capo viene spesso adulato e lisciato dai più e al capo stesso piace sentirsi superiore ai suoi indipendenti, visti come sudditi utili ma non necessari. Alle riunioni tutti cercheranno di mostrare i muscoli elucubrando dialoghi lunghi e spesso senza senso, solo per impressionare il capo e far invidia agli altri. Durante le cene aziendali sono tipici questi discorsi un po’ tutti uguali su quanto l’azienda sia importante per la vita di tutti, come anche le lacrime ed esaltazioni varie. Il tutto coperto da una buona dose d’alcol (vedi sezione “alcol” piu’ in basso).

Da questo scenario che riguarda chi lavora negli uffici pubblici o privati, devo esonerare gli operai o chi fa questi lavori di manovalanza. Queste persone sì che si spaccano davvero la schiena e vivono in condizioni estreme, spesso in baracche “di latta”.

Altra curiosità tutta cinese è la strigliata pubblica che alcuni manager fanno ai loro sottoposti richiamandoli tutti insieme ad ascoltare. Il manager alza la voce, si agita, riprende alcuni comportamenti errati, dà consigli. Ma spesso accade che neanche lui/lei ne sia convinto/a e che i dipendenti finiscano per ridere sotto i baffi. “Lavorare efficientemente e unitamente per il bene dell’azienda-padre” è anche il nucleo concettuale di certe coreografie che il manager dirige per la strada, dove i dipendenti fanno alcuni movimenti più o meno simili ad una danza, dicendo alcune cose per infervorarsi a vicenda e per incitare ad un miglior lavoro di gruppo. Non so voi, ma io amo la Cina proprio per queste cose!

13) a scuola: come ho già detto, ho insegnato italiano per due anni a Pechino. I miei studenti cinesi mi hanno detto che la scuola superiore è particolarmente stressante. Si ascolta sempre il professore, non si discute mai se non di tematiche prettamente scolastiche, si interviene per rispondere se si è realmente sicuri che la risposta è giusta (per non perdere la mianzi), i test sono principalmente scritti (il che spiega perchè loro non sappiamo strutturare un discorso logico e semplice su un argomento) e imparano tutto a memoria perchè capire non è essenziale, ma solo rispondere come è richiesto di rispondere.

Questo spiega in parte perchè i cinesi siano così bravi in matematica, perchè sono allenati a memorizzare e a ripetere, ma spiega anche perchè non sanno esprimere delle idee personali su un qualche tema, fosse anche un tema a scelta. Inoltre spesso restano a scuola tutto il giorno, fino alle 5/6 di sera. Praticamente questo sistema educativo è l’opposto di quello italiano ed è un tipico esempio di controllo governativo sulle menti del popolo che non deve imparare a sviluppare idee proprie.

Non posso parlare per tutti gli studenti cinesi: tutte le situazioni sono diverse. Ma parlo per esperienza mia e dei miei colleghi che insegnano in tutta la Cina, per conto di colleghi italiani, americani e inglesi. Gli studenti che studiano lingue sono particolarmente disinteressati a studiarle e come gli italiani fanno grande fatica. Ma questo anche perchè il cinese è completamente diverso dalle lingue occidentali che devono studiare, il che li porta a scoraggiarsi un po’.

N.B. Ricordo che molti cinesi non parlano inglese anche se lo hanno studiato a scuola perchè le lingue non si praticano molto oralmente (come tutte le materie, del resto). Se sanno parlare inglese la pronuncia è molto difficile da capire per noi italiani (che pure non siamo geni dell’inglese, nonostante la vicinanza all’italiano).

14) a tavola: il bon ton cinese è diverso da quello italiano. In Cina a tavola sono ammessi rumori di ogni tipo quando si mangiano la zuppa, gli spaghetti o quel che sia. Succhiare, masticare a bocca semi aperta o aperta o emettere altri suoni prodotti con la bocca sono del tutto comuni e ammessi fra i cinesi. Il rutto non è visto come una cosa sconvolgente e talvolta mi è capitato di vedere gente sputare e scoreggiare anche a tavola.

Ma solitamente solo i rumori con la bocca sono cose che si vedono comunemente in Cina durante i pasti. Spesso si mangia con le bacchette (da non infilare MAI verticalmente nel riso!!) o con il cucchiaio, ma per alcune cose è permesso usare anche le mani. Per esempio con i gamberetti, con il pane o con le cose da sbucciare.

Altra cosa che accade a tavola e che è correlata alla poca eloquenza dei cinesi, è che i cinesi passano spesso tutto il tempo a tavola al cellulare. E questo io lo trovo molto triste, soprattutto se vedo coppie o amici che vanno fuori a mangiare insieme e poi ognuno si isola con il cellulare. Ma questa è un’abitutine che si sta internazionalizzando. Per altre info vedi sezione “abitudini dei cinesi” (a breve).

15) a casa: sempre con le dovute eccezioni, la maggior parte dei cinesi da cui sono stata invitata a casa, del nord o del sud che siano, ha spesso l’abitudine di togliersi le scarpe all’ingresso, come accade anche in Giappone, Corea, Thailandia e la maggior parte dei paesi asiatici. Per quanto riguarda la pulizia della casa ci sono pareri discordanti. Io sono sempre stata fortunata nell’andare a casa di persone molto pulite (spesso persone adulte con figli adulti). Oltre al levarsi le scarpe non c’era una pecca in tutta la casa, non una macchia, non un granello di polvere.

Però, devo ammettere che quando cercavo casa a Pechino (e vi assicuro che ne ho girate parecchie, sulla quarantina) spesso mi capitava di trovare la cucina orribilmente sporca: pareti incrostate e sporche di olio, cappe grondanti di grasso e pavimenti appiccicosi. Anche il bagno mi è capitato di trovare incrostato o pieno di calcare, lasciato molto trascurato. Oltre alla sottoscritta, anche qualche mio amico che ha avuto l’esperienza di vivere con dei cinesi, spesso giovani (ma anche adulti), mi ha detto che non c’è una grande attenzione a mantenere la casa particolarmente pulita.

Ho notato specialmente come le donne delle pulizie nelle case e nei ristoranti usino uno straccio un po’ per tutto e spesso senza neanche lavarlo….

Ma da qui a dire che i cinesi sono sporchi bisogna fare una piccola riflessione.

Uno, ovviamente, non sono puliti neanche tutti gli italiani, ancor meno altri europei (ho vissuto con europei di diversi paesi e non ho visto tutta questa pulizia da parte loro). Due, bisogna considerare l’età e il background di una persona: gente venuta dalla campagna, studenti mai abituati a pulire o a cucinare, gente che lavora fino alle 9 di sera…insomma, lo capirete da soli che a volte è solo questione di ignoranza più che una questione culturale.

Per il resto, a casa ci si comporta più o meno come in Italia. Si svolgono attività da soli o in gruppo come guardare la televisione, giocare al pc o al cellulare, leggere o scrivere…siamo comunque umani!

Ultima questione che voglio affrontare, legata a ciò che si sente talvolta nei telegiornali, è il sovraffolamento delle case. Eliminiamo subito da questo discorso le famiglie. In Cina esistono appartamenti sovrappopolati, magari con diversi letti a castello in piccole stanze e in una casa piccola con un bagno. Questi appartamenti spesso vengono affittati a studenti non ricchi o a lavoratori giovani, pre-matrimonio, che hanno uno stipendio così basso da non potersi permettere una camera singola o doppia o di vivere in condizioni decenti. Immagino che possa accadere anche in Italia, per le stesse ragioni.

Per altre info sulla casa vedi la sezione “casa” (a breve).

16) fumo e alcol: nella sezione “al lavoro” ho già dato un accenno all’alcol al lavoro, ma prima di tornarci, facciamo un passo indietro. L’alcol è spesso bevuto dagli uomini e neanche sempre. I ragazzi non ne bevono molto perchè “fa più scena” un bravo ragazzo o una brava ragazza che il corrispettivo “fico che beve e fuma”. Stessa cosa per il fumo. Non capita spesso di vedere le donne fumare. Al ristorante è quindi più facile vedere un gruppo di uomini che beve e fuma piuttosto che uno di donne che beve alcol. Anche nel caso di gruppi misti le donne bevono e fumano di meno.

Alle cene di lavoro l’alcol è consentito e sollecitato. Si brinda in nome del futuro dell’azienda, del capo, di questo e di quell’altro. Il risultato, soprattutto se si parla di baijiu (白酒, la grappa cinese), è ovvio. Gente ubriaca nel giro di un’ora. L’alcol in queste occasioni diventa motivo e scusa per esprimere i propri sentimenti. Si ride e si piange insieme, ci si abbraccia, ci si sfoga. E noi sappiamo già che i cinesi solitamente non esprimono cio’ che pensano o che sentono se non in rari casi. Tutto è lecito perchè è l’alcol a parlare per chi beve. E se si fanno cose belle e brutte spesso si dimenticano la sera stessa o si rinnegano il giorno dopo.

17) droga: ogni tipo di droga è illegale in Cina. Non importa se si parla di eroina, cocaina o marijuana. E le pene sono severissime. Non consigliabile essere coinvolti, non ce la si cava con multe, mazzette o qualche giorno di galera.

18) maliziosità: italiani e cinesi “pensano il doppio” di quello che è necessario fare, ma forse in modo un po’ diverso. Gli italiani perchè amano dire due cose contemporaneamente, spesso in modo malizioso, i cinesi perchè essendo indiretti dicono una cosa per dirne un’altra magari per non offendere l’interlocutore.

Se parliamo di maliziosità non intendiamo per forza la sfera sessuale, ma è inutile nascondere che noi italiani mettiamo il sesso dappertutto, quindi la nostra maliziosità più che cattiveria si traduce come esplicitezza sessuale camuffata.

Qui intendo “maliziosità” dei cinesi come capacità di usare una parola per dire un’altra cosa, ma non per forza riferita alla sfera sessuale come spesso accade fra gli italiani. Da questo punto di vista siamo abbastanza simili, “pensiamo molto” (想得多, cioè troviamo sempre un secondo significato nascosto) come direbbero i cinesi.

Dal punto di vista dell’esplicitezza sessuale devo dire che i cinesi non sono così aperti come gli italiani, ma se si trovano fra amici o se si apre per primi il discorso, solitamente non hanno grossi problemi a dire la loro, e spesso fiotteranno risate, spesso date dal loro imbarazzo ma anche curiosità nel dire cose del genere.

E’ curioso come la parola “uccello” in italiano e in cinese si traduca allo stesso modo nei due significati che conosciamo già!!

19) i bambini: creature pure per eccellenza, tutti i bambini del mondo sono uguali. Vivaci, tranquilli, chiassosi, rispettosi…ognuno è diverso fin dall’infanzia. Ma possiamo dividere i bambini cinesi in due categorie: i viziati/abbandonati a se stessi e i piccoli geni. Entrambe le categorie, naturalmente, sono frutto di una superficialità o ossessione da parte dei genitori.

I viziati hanno spesso genitori ricchi che gli permettono di fare quello che vogliono. Se i genitori non sono ricchi sono comunque autorizzati a gironzolare ovunque e rompere qualsiasi cosa essi tocchino. Sono bambini lasciati a sè stessi, che attirano sempre l’attenzione su di loro, urlano, piangono e spesso ottengono ciò che vogliono.

I piccoli geni sono un po’ l’opposto dei primi. Non nascono geni, ma vengono assillati continuamente da genitori severi e ultra esigenti. Dai 4 ai 6 anni il bambino-genio deve già iniziare a studiare una lingua straniera e a fare almeno un’altro corso, che può essere di musica, canto, ballo, lotta, pittura, nuoto e chi più ne ha più ne metta. Questo bambino è continuamente a scuola o a qualche corso, continuamente stanco e stressato dai genitori, senza 5 minuti per giocare. E’ un potenziale depresso che inizia a mostrare i suoi frutti geniali già all’età di 10/12 anni. La Cina è un paese competitivo, e i genitori del bambino genio lo hanno capito fin troppo bene.

20) gli adolescenti: sono creature molto puerili, sempre addette a ciò che gli propinano i genitori che li viziano o li assillano. Spesso non sanno cosa accade attorno a loro, sono semplicemente come gli adolescenti italiani di una volta. Non hanno la più pallida idea di cosa sia la sfera sessuale, la loro vita è basata sulla scuola, giocare con gli amici durante gli orari scolastici e stare con i genitori. Non fumano, non bevono…sarebbe una vergogna per loro e per la loro famiglia. Altri sono più svegli, ma mediamente l’adolescente cinese assomiglia di più ad un bambino italiano. Anche perchè come giò detto i cinesi prediligono la figura del bravo/a ragazzo/a piuttosto che del ribelle.

21) non contraddire i genitori: la cultura cinese mette i genitori in una posizione di grande preminenza nella famiglia. Abbiamo visto che ci sono i bambini viziati e i piccoli geni. Ma arrivati ad una certa età, che sia 3/4 anni o 15, ogni figlio DEVE obbedire ai genitori per qualsiasi motivo, che sia frequentare un corso di pianoforte, sposarsi presto o avere un figlio.

I genitori cinesi non usano la forza con i figli: un po’ è la società che detta ai figli di dover obbedire ai genitori, un po’ sono i ricatti che i genitori riservano ai figli e/o le risposte strappalacrime e pesanti che i figli devono sorbirsi in caso di genitori infelici. Quindi il figlio cinese medio subisce grandi pressioni dai genitori riguardo a tutto.

Frasi più comuni dei genitori scontenti per convincere i figli a fare come dicono loro sono: “dopo tutti i sacrifici che abbiamo fatto per te!”, “tu non sei più mio figlio”, “se non fai così la mia salute potrebbe risentirne” e via discorrendo. Gli obblighi dei figli verso i genitori riguardano: massimo impegno nel fare le cose (=bei voti a scuola), prendere in mano la loro attività commerciale se ce l’hanno, impegnarsi presto (dai 19/20 anni possibilmente), sposarsi entro i 25 anni per le ragazze e 27/28 per i ragazzi, avere un figlio prima dei 30 anni (possibilmente entro l’anno in cui ci si è sposati).

Praticamente la libertà di un figlio cinese nasce dopo aver avuto esso stesso un figlio, il che probabilmente fa dei genitori cinesi fra i più egoisti al mondo e dei loro figli dei potenziali depressi. Non è concepito che un figlio si ribelli o faccia di testa propria, sarebbe un disonore per la famiglia. Il figlio obbediente è motivo di vanto per i suoi genitori e fonte di ispirazione per gli altri genitori. E il vanto, accompagnato dalla famosa mianzi, è cosa molto diffusa in Cina. Le eccezioni a questo tipo di genitori sono rare, ma sempre più frequenti per fortuna per i figli, soprattutto se si parla di immigrati cinesi.

22) le coppie sposate: La coppia sposata cinese, come abbiamo visto, può essere molto giovane: dai 23 ai 30 anni massimo). Saprete che chi non si sposa in giovane età viene obbligato dai genitori a conoscere figli di altre coppie, a volte ricorrendo a tranelli per far incontrare i due ragazzi. Gli obblighi dei figli verso i genitori, portano spesso a matrimoni improvvisati, non ragionati o non voluti da parte dei figli. Questo genera non raramente delle situazioni molto spiacevoli. Nipoti abbandonati ai nonni (finalmente contenti), mariti che si trattengono “al lavoro” più del dovuto (tradiscono, insomma) e infine, il divorzio. Non dico che tutte le coppie sono così, anzi, spesso le donne se il marito ha delle scappatelle chiudono tutte e due gli occhi per salvare il matrimonio e la faccia o magari la coppia immatura riesce a maturare insieme. Poi naturalmente ci sono le coppie felici e consapevoli.

Parlando dei genitori ho introdotto la parola “vanto“. Parlando di coppie ricche e sposate, possiamo ancora parlare di vanto in quanto spesso la moglie si vanta con le amiche che il marito le ha comprato questo o quello o che possiedono questo o quello o che si possono permettere certe cose. Anche il figlio può diventare motivo di vanto per i genitori perchè sa fare questo o quello o perchè gli hanno comprato questo o quell’altro.

23) canoni di bellezza e comportamento fra ragazzi: Per i cinesi, più si ha la pelle bianca più si è belli. Tutte le donne fra i trucchi tengono creme e basi da trucco molto chiare. Quando c’è il sole, soprattutto d’estate, girano con gli ombrelli per non abbronzarsi.

Questo perchè culturalmente, in Cina, chi ha la pelle bianca è visto come appartenente alle classi più elevate (perchè ovviamente i contadini o i lavoratori più poveri hanno sempre la pelle scura) e per questo, sofisticato e più evoluto.

Altro canone di bellezza, soprattutto per le donne, è avere una bocca piccola. Con bocca piccola, si intende spesso con labbra sottili, quindi non provocanti. Generalmente, nella Cina tradizionale si preferiscono le persone con poche caratteristiche provocanti (comprese curve mozzafiato) e di aspetto longilineo. Muscoli prorompenti, seni prosperosi o cosce pompate non sono stile proprio dei cinesi, anche se si stanno occidentalizzando anche su questo.

Infatti, allo stesso momento, si sta diffondendo sempre di più la moda degli occhi grandi e del “naso alto“. Molti vip o benestanti si fanno le operazioni agli occhi per farli apparire più grandi, ed altri fanno delle operazioni alla radice del naso per farlo apparire più alto. I cinesi odiano il naso piatto e piccolo come quello che hanno. Ma si sa, chi ha il pane, non ha i denti!

Poi ovviamente ci sono sempre delle eccezioni, e tenendo conto dei numeri della Cina, ce ne sono molti di casi in cui si preferiscono corpi più apparenti rispetto a quelli longilinei. Altri canoni di bellezza sono i capelli lunghi per le donne e un’altezza maggiore per gli uomini rispetto alle donne.

Altro aspetto che attira i cinesi è il 长得可爱, “apparire carini“. Ragazzi e ragazzi preferiscono persone con tratti “infantili”, un po’ ingenui e semplici per così dire. Purtroppo questo aspetto a volte è portato allo stremo.

Per esempio le ragazze per “apparire carine” indossano vestiti o cose con i pupazzi, assottigliano la voce a mo’ di bambine e generalmente si comportano un po’ da bambine. Poi che siano effettivamente ingenue o meno io ho i miei forti dubbi.

I ragazzi cercano di fare i gentiluomini in alcuni modi che io trovo, talvolta, ridicoli. Come il portare la borsa alla propria ragazza, così che lei non si affatichi… Poi aprono le porte e offrono da bere o da mangiare, ma sempre con le dovute eccezioni. Questi comportamenti sfumano quando la coppia è ormai avviata!

Ultimo comportamento non meno importante che è bene ricordare, è il gesticolare poco. Chi gesticola molto è ritenuto risibile se non ridicolo in Cina. Pensate che impressione possiamo fare noi italiani!

N.B. vorrei far notare che sempre più cinesi soffrono di obesità, contrariamente a ciò che ci immaginiamo, e che i canoni di bellezza restano questi, ma per molti rimangono irraggiungibili.

24) complimenti: i cinesi hanno l’inclinazione a fare molti complimenti alle persone con cui vogliono entrare in contatto, anche gli stranieri. Tutti quelli che vivono in Cina sanno che basta saper sbiascicare un “ni hao” (cioè il “ciao” cinese) per scatenare i più impensabili complimenti da parte dei cinesi. Ma non montatevi la testa.

Ora che siete scesi dal piedistallo, vorrei farvi presente che il complimento in Cina è visto come gentilezza. Si fanno complimenti sull’aspetto fisico, su ciò che si possiede ecc… e se si è occidentali sul come si parla bene il cinese. E’ un modo amichevole per esprimere cordialità, ma non va preso necessariamente come espressione di ciò che si pensa realmente. Le amiche si “invidiano” a vicenda perchè si è magre, si ha un bravo ragazzo, si è andate in Thailandia e così via. Il dire di aver invidia è un modo per esprimere un complimento ancor più forte, ma anche questo può essere totalmente non sentito. Falsità? Inganno? Può essere, ma secondo me è solo un modo convenzionale di tenersi strette delle persone.

25) razzismo e xenofobia: in linea di massima ai cinesi non piacciono le persone di colore. Africani, indiani o chi ha in generale la pelle nera non è apprezzato nè fisicamente nè intellettualmente, per così dire. Vediamo perchè. Mettendo ora da parte la provenienza etnica, abbiamo già spiegato che chiunque abbia una pelle bianca (meglio se cadaverica) è ritenuto più bello. Quindi soprattutto l’africano medio, che ha la pelle nera, le labbra prosperose e gli occhi grandi che risaltano sulla pelle nera, per non parlare delle curve del corpo, è fisicamente ritenuto troppo vistoso. In più molti africani, come noi italiani, quando parlano sono molto passionali: gesti, toni alti, espressioni marcate sono viste come cose violente. E vista la cattiva reputazione che hanno alcuni africani per lo spaccio di droga in Cina, reputazione accentuata soprattutto dai media, il quadro si completa con il razzismo verso gli africani. Ho sentito molti cinesi parlare male degli africani pur non conoscendone nessuno: pelle scura, odori forti, violenza nell’esprimersi e spaccio di droga sono le scusanti principali.

26) sospetto e pregiudizi: i cinesi sono una popolazione estremamente sospettosa. Culturalmente è meglio fidarsi di ciò che si conosce e non cambiare la vecchia via per la nuova se non ci sono altri pionieri che l’hanno verificata. Il sospetto è applicabile a tutto. Sospetto verso gli stranieri (sono spie?), verso i prodotti stranieri che costano poco (sarà di bassa qualità se costa così poco?), sospetto per chi si sente male o si fa male per strada (vorrà farmi passare per il delinquente che gli ha fatto male?), sospetto per chi vuole aiutarli (cosa vuole in cambio?) ecc ecc. Devo dire che di tutto questo sospetto, il più avanzato è per i corsi scolastici o i prodotti stranieri che non costano tanto: purtroppo in Cina la qualità è vista come qualcosa di costoso e quindi se un prodotto di qualità costa poco non è ritenuto di qualità. Ora succede che molte cose di scarsa qualità vengano vendute a caro prezzo proprio perchè ritenute, così, di alta qualità. E in Cina ci sono molte cose falsificate, anche il cibo purtroppo. Questo e altri pregiudizi positivi, portano il cinese medio a pensare che tutto ciò che è prodotto all’estero sia migliore di ciò che è prodotto in Cina…il che, ovviamente, è sbagliato.

Fra i pregiudizi che riguardano gli occidentali, voglio ricordarvene alcuni. Per i cinesi gli occidentali parlano tutti inglese (e spesso pensano che sia la nostra prima lingua, anche in Europa), gli italiani vestono tutti bene, l’economia e il tempo sono migliori che in Cina, si vive meglio che in Cina.

27) i cinesi e la curiosità: I cinesi sono un popolo molto curioso a cui piace vedere e sperimentare cose nuove. Ma non erano sospettosi? Ma è questo il bello dei cinesi, che possono avere comportamenti contraddittori o un po’ strani per noi italiani/occidentali. Per esempio, molti cinesi sono incuriositi dagli occidentali, ma la loro curiosità rimane un po’ superficiale e spesso va a costituire una motivazione di vanto per loro. Farsi una foto con un occidentale appena incontrato per strada e scambiarsi il contatto Wechat (nonostante non si abbia davvero intenzione di usarlo) sono uno dei modi dei cinesi per entrare in contatto con gli occidentali e poi andarlo a dire agli amici.

Non raramente, se si parla il cinese, faranno molte domande sul paese dello straniero in questione, sul perchè sta in Cina o perchè parla cinese, come trova la Cina ecc. Però pochi cercheranno veramente di conoscere uno straniero, un po’ per vergogna, un po’ per sospetto, un po’ perchè li vedono come qualcosa di diverso rispetto a loro, spesso un mondo a parte e non conciliabile col loro perchè “gli stranieri non possono capire”. Stessa cosa capita se si va in un paese straniero. Si fanno tante foto, si mangiano i piatti tipici, ma si entra poco in contatto con la cultura straniera e con gli abitanti del posto. Cosa che purtroppo facciamo anche noi italiani. In linea di massima, però, ho notato questo: spesso si ha paura o vergogna di entrare in contatto con culture diverse,ma se si inizia per primi a stabilire un dialogo, ad avvicinarsi, i cinesi rispondono in modo molto positivo e si affezionano anche allo straniero.

Naturalmente i cinesi sono curiosi anche verso altre cose: ristoranti nuovi, applicazioni nuove, prodotti nuovi in generale…ma spesso si fidano molto del “ho sentito dire che” è buono/bello/pratico ecc. Per questo vorrei quasi permettermi di dire che il sospetto e la curiosità dei cinesi sono due facce della stessa medaglia. Sono curiosi, però non sono molto convinti, quindi sospettano ma a volte provano per sentito dire. E’ così che un ristorante può diventare famoso perchè c’è una lunga fila per entrare (ma non è detto che sia meglio di altri), che un prodotto viene comprato più di un altro perchè ho sentito dire che è buono, che non si fa qualcosa perchè pare che faccia male (e telegiornali e propagande non si risparmiano commenti pesanti in caso qualcosa venga ritenuto cattivo).

28) gentilezze: parte della cultura cinese è il prendersi cura delle persone che si conoscono o che si hanno particolarmente a cuore. Fra i gesti di gentilezza che fanno parte del comportamento generale dei cinesi è il chiedere se si ha mangiato o dormito bene, se si sta male perchè ci si è raffreddati o si è presi la fatidica laduzi (拉肚子, la diarrea, insomma), offrire degli stuzzichini. Altra cosa che è comunissima fra i cinesi è invitare una persona a mangiare o a bere, senza far pagare all’invitato. Guardate che si finisce con il litigare se si insiste troppo, non ci provate! Sono capaci di farti vergognare come un matto ogni volta che offrono qualcosa senza darti mai  l’occasione di ripagare l’invito. Al ristorante spesso versano loro da bere nel bicchiere e chiedono cosa si preferisce. Cosa che accade meno è invitare a casa qualcuno. Dopo anni, non so se questo avviene per convenienza di tempi e costi, per pigrizia nel sistemare la casa o se per altro.

A volte, capita anche che una gentilezza sia fatta per un secondo scopo. Ci si aspetta qualcosa in cambio. Ma in linea di massima i cinesi sono gentili con le persone che conoscono già, un po’ meno con gli sconociuti per cui hanno sempre una certa diffidenza. E questo è uno dei loro modi per dimostrare affetto senza doverlo esprimere a parole.

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Potrei stare a scrivere pagine e pagine sui cinesi, sul modo di vestire, sul come si comportano in altre situazioni, sui modi di dire, ma un popolo non può essere riassunto in qualche riga, nè si può pretendere di darne un quadro completo in questo modo. La conoscenza di un popolo avviene in anni di interazione con esso ed è frutto di continui sforzi, elasticità mentale e buone attitudini.

Io in questa pagina ho tentato di dare un quadro molto generale sui cinesi che vivono in Cina nel modo più oggettivo possibile, anche se è impossibile farlo. Essendo la relazione interpersonale qualcosa di completamente soggettivo, ognuno di noi può percepire questo o quello a seconda della cultura di partenza, del periodo in cui si entra in contatto con un popolo diverso, del carattere ecc. ecc.

Spero comunque di avervi dato un’idea chiara, di non aver ecceduto in lodi o in critiche, di avervi dato maggiori conoscenze dettate dalla mia personale esperienza.

Voglio concludere dando un mio personale parere sui cinesi. Per me eterni bambini, semplici, molto simili agli italiani, spesso prevedibili, insicuri, mediamente cocciuti ma anche adorabili. Ho diversi amici cinesi che sono sempre pronti ad aiutarmi qualora ne avessi il bisogno e quindi non posso che dare un’opinione generalmente positiva su di loro.

Come sempre,

  Silvia

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