Le isole di Balicasag e Siquijor: tartarughe marine e streghe

Balicasag, l’isola delle tartarughe

Dalla spiaggia di Alona, se affittate una barca tipica, con circa 300/400 pesos a persona, potrete arrivare alla selvaggissima isola di Balicasag, a sud-ovest di Panglao. E’ una lenticchia di isoletta, piccola e tonda, in cui ci abitano solo i pescatori, per lo più in baracche fatte di tronchi e foglie secche. La spiaggia è fatta di coralli levigati ma non tanto piacevoli per camminarci sopra e l’acqua è cristallina.

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Ma l’attrazione principale di quest’isola, come da titolo, è che ci vanno a mangiare le tartarughe marine, per cui potete farvi il bagno nuotando insieme a queste bellissime creature d’acqua che vanno nel fondale a mangiarne l’erbetta. Facendo snorkeling potrete anche vedere tante varietà di pesci che nuotano fra i coralli.

P.S. Nei mari delle Filippine, esiste un serpente acquatico molto lungo ma sottile che è velenossissimo. Non abbiate paura! Oltre al fatto che spesso ha più paura di noi e quindi scappa appena ci vede, anche se volesse morderci non potrebbe farlo perché l’apertura della sua bocca non è sufficiente ad azzannare nessuna parte del nostro corpo se non la pelle fra le dita di mani e piedi (Fonte: biologa marina tedesca).

 

Siquijor, l’isola delle streghe

Pare che un tempo quest’isola avesse una peculiarità, cioè che fosse abitata dalle streghe. La gente si recava dalle streghe per conoscere il futuro e per fare il malocchio a qualcuno. Ancora oggi, si dice che le streghe abitino sulle montagne di quest’isola e il tutto è fomentato da una serie televisiva filippina che si ambienta qui a Siquijor.

Dicerie a parte, ho passato 5 giorni in quest’isoletta piccola e visitabile in 2 giorni circa pagando un tuk tuk per l’intera giornata. Le attrazioni principali sono campagne, cascate, palafitte e, guardacaso, spiagge.

Le cascate di Canbugahay sono molto piccole ma carine, con acqua pulita ma un po’ torbida per via della corrente. Si trovano in mezzo al verde e sono ottime in giornate calde, per godersi l’acqua e tuffarsi senza bruciarsi.

Più avanti si trova la spiaggia di Kagusuan, difficile da trovare e da raggiungere. Direi che è proprio questa la sua unicità perchè è praticamente senza persone ed è un paradiso!

Ad est, nella parte dell’area Maria, c’è la spiaggia Salagdoog, un nome frodeggiante. Seppure l’acqua sia di un blu intensissimo e ci si possa tuffare anche da un trampolino a circa 10 m di altezza, io non consiglio di venirci. Sia perché la spiaggia è ridotta e neanche bella, sia perché è sempre piena di turisti, ma anche perché c’è bisogno del pedaggio.

Nella parte a Nord-ovest, infine, c’è il Parco acquatico di Guiwanon, che non è altro che un insieme di palafitte su una spiaggia di mangrovie. Fa anche da resort oltre che da attrazione turistica, con tanto di ristorante palafitta, ma visto le condizioni in cui si trova io lo sconsiglierei a tutti. Le cuccette infatti hanno spesso un tetto bucato e materassi dalle scarse condizioni igieniche, senza contare che di trovano su un posto molto umido. Però fanno il loro effetto visivo e passarci per fare un paio di foto non costa niente (in realtà si, 10 pesos).

Se doveste venire a Siquijor, quindi, vi consiglio di alloggiare nella zona sud ed ovest dove potrete trovare spiagge come questa senza difficoltà, spesso in bungalow spaziosissimi con bagno privato che costano 10/15 euro a notte…

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