Vita in Cina

Un conto è passarci per una vacanza, un conto è studiarci, un conto è viverci.

Ormai vivo in Cina da più di tre anni, prima come studentessa, poi come insegnante di italiano e seller e nel frattempo anche come viaggiatrice.

E’ inutile, puoi studiare la lingua e una cultura di un popolo per anni e non conoscerli affatto. Se sei uno studente di cinese, la tua conoscenza della Cina non è poi così diversa da chi ne ha solo sentito parlare.

Immaginati l’idea che possono avere gli americani dell’Italia: “ah, gli italiani! Che romantici! ….poi pizza, mandolino e pummarola ncoppa”. Ecco, noi italiani/europei facciamo lo stesso errore con la Cina e con i cinesi.

L’errore nostro è che ce li immaginiamo come un popolo di contadini che vivono nelle loro baracche, a volte abbiamo quest’idea romantica e romanzesca del vecchio cinese confuciano che passeggia riflettendo e filosofeggiando sulla vita, o dei monaci buddhisti che vivono di pace interiore; oppure ci immaginiamo di camminare per le strade di Pechino e trovare una pagoda ogni cento metri, un laghetto con il salice, una donna che indossa il qipao (tipico vestito cinese da donna, quello con la chiusura laterale sul collo, per capirci) che ti saluta sorridente facendo un inchino, un maestro di gongfu (kungfu) che allena il suo allievo prediletto, inchini di qua inchini di là, grande rispetto reciproco fra persone anche per strada con gli sconosciuti ecc.

Ora attenzione, non dico che non si possano incontrare alcune delle cose appena dette, solo bisogna immaginarsi un’atmosfera tutta diversa.

Quella di un paese che ha conosciuto un grandissimo sviluppo in un breve lasso ti tempo (le metropoli cinesi si sono sviluppate in modo irriconoscibile nel giro di uno o due decenni, con grattacieli ovunque), quella di una “repubblica” comunista e al contempo aperta al commercio (i cinesi sono sempre stato un popolo di contadini e commercianti, questo non è cambiato), quella di un paese con una moltitudine di persone e tutto quello che ne consegue, compresa una grandissima competizione per uscire dai bassi ranghi. Il che’ fa della Cina una sorta di grande giungla dove l’apparenza fa da padrone.

Esempio: la stramaggioranza dei cinesi, quelli più poveri compresi, ha un Apple. Vi capiterà magari di vedere un operaio che ha appena staccato dal lavoro che va a mangiare la sua ciotola di riso con le verdure e la carne mentre guarda i suoi momenti su Wechat (il WhatsApp cinese, solo che molto più utile e figo…vedi sezione tecnologia), vedi il più burino ( “rozzo” alla romana, scusate il termine ma rende di più…) dei provinciali che parla a malapena il suo dialetto e che magari sta ritirando un pacco appena ricevuto da Taobao (l’ Ebay o Amazon cinese, ma molto più avanti), vedi il classico tuhao (土豪, il rozzone arricchito) che non sa che una camicia a righe non va con dei pantaloni a pois ma che veste Prada o D&G, per fare un esempio!

Ma queste sono le cose che fanno della Cina una paese affascinante, proprio vedere queste due realtà, quella tradizionale cinese o popolare e quella occidentale, che si scontrano e a volte si accoppiano in un modo inaspettato dando vita ad una realtà unica che io personalmente non cambierei mai….请你们中国人千万别改变!(“per favore cinesi, non cambiate mai!”).

Al terzo anno di vita a Pechino ho potuto notare diverse reazioni dei cinesi verso gli stranieri e degli stranieri verso i cinesi. Spesso capita che gli occidentali soffrano la vita in Cina perché non capiscono la mentalità dei cinesi o alcuni loro comportamenti. Noi italiani siamo poi particolarmente esagerati come sempre: ci sono persone che scappano dalla Cina dopo soli 2/3 mesi di vita qua, la maggior parte degli occidentali ha una crisi verso il terzo anno in Cina. Superati i momenti critici, però, la maggior parte degli occidentali non ha particolari difficoltà a vivere qui.

Tutto ovviamente dipende sia dalle nostre abitudini che dal carattere. In Cina, alla fine, non si vive male e tutto sta a come si reagisce a ciò che è nuovo e a volte apparentemente assurdo.

Spero che ciò che vi racconterò e mostrerò vi faccia comprendere meglio di cosa si parla quando si dice “Cina” e magari vi aiuti a decidere o meno se trasferirvi qui (anche se io sono ovviamente pro Cina!).

Infine vorrei fare solo un piccolo appunto e una piccola critica a noi occidentali, soprattutto ai più lamentosi italiani. Vorrei ricordare che:

La Cina non è l’Europa.

La mentalità dei cinesi non è quella degli europei.

I modi di fare e di agire non sono quelli degli europei.

Detto questo, se trovate che la loro mentalità, i loro modi di fare e di agire siano arretrati o non adeguati:

  1. Proviamo a pensare ai nostri cari nonni, bisnonni e progenitori che hanno creato il nostro paese. Parliamo di persone di media ignoranza che avevano dei modi poco signorili, ma sinceri.
  2. Ricordiamoci che da nessuna parte c’è scritto che gli occidentali sono migliori degli orientali o che i nostri modi di fare sono il modello mondiale che tutti gli altri devono rispettare.

Cercare di rimanere calmi e non ostili in alcune situazioni può davvero fare la differenza, non solo in Cina. Impariamo ad avere noi per primi una mente più elastica e internazionale e a non giudicare gli altri in base alla nostra cultura e vivremo più felici 🙂

Fine momento volemosebbene.

Let’s start!

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2 pensieri su “Vita in Cina

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