Sicurezza a Kashghar e documenti per il deserto del Taklamakan/altopiano del Pamir

Partite dal presupposto che come stranieri nel Xinjiang verrete trattati come potenziali spie. Non a caso conosco due ragazzi che si sono avventurati da soli in un paesino limitrofo a Kashghar e sono stati seguiti da una giovane spia per conto della polizia. In città questo non sarà tanto necessario vista la costante presenza di esercito, poliziotti e, soprattutto, telecamere. Proprio di queste vorrei parlarvi in un aneddoto tragicomico.

Sostavo a Kashghar da almeno una settimana, entrando regolarmente nella città antica, specialmente nella parte ovest. Proprio qui, dall’entrata di Via Ouer Daxike ci sono due passaggi: uno per la gente che esce dalla città antica che coincide anche al passaggio di entrata per cinesi han o stranieri, l’altro dedicato all’entrata per i locali che devono regolarmente passare sotto uno scanner, mostrare la carta di identità e passare la borsa sotto il metal detector. Come già detto in precedenza, dal primo momento che ho messo piede nel Xinjiang, mi sono resa conto che la gente del posto mi reputava una xinjiangese per via dei miei tratti somatici. Mi è capitato diverse volte di essere fermata dalla polizia che mi parlava in uyghuro, o da tassisti che non riuscivano a connettere la mia faccia con il fatto che stessi parlando in cinese e non in uyghuro.

Bene, alla suddetta uscita/entrata alla città vecchia sosta un soldato armato, ed ogni volta che facevo per entrare dalla porta per cinesi han/stranieri mi indicava l’entrata per uyghuri bisbigliando qualcosa. Seguendo le sue indicazioni, passavo per l’entrata dove devono passare solo gli uyghuri per i controlli di identità e di oggetti portati nella città vecchia. Il problema, è che ogni volta che passavo io, mostrato il passaporto, il controllore sbuffava spazientito e mi faceva passare velocemente.

Una sera dovevo andare ad uno spettacolo di danze e all’entrata c’è stato il solito teatrino: il tizio armato mi fa entrare con gli uyghuri, il controllore sbuffa, io entro indisturbata. Solo che stavolta, avendolo fatto più velocemente del solito, a qualcuno non è piaciuto tanto.

Attraverso la città vecchia indisturbata, assisto allo spettacolo di danze, e dopo un paio d’ore rientro nella città vecchia. Dopo 5 minuti vedo questi due poliziotti su una macchinetta a luci lampeggianti che sembrano molto esagitati. Fra me e me faccio: “qualcuno stanotte non se la passerà bene”, intendendo che qualcuno sarebbe stato acciuffato dalla polizia. Peccato che quel qualcuno ero proprio io.

Tempo di fare qualche passo, i poliziotti mi vedono, mi fermano e dicono qualcosa in uyghuro. Io rispondo in cinese “scusate, non capisco. Sono straniera”. I due si guardano, ed uno mi mostra la mia foto scattata da qualche telecamera (probabilmente quella dell’entrata alla città dedicata agli uyghuri). Io dico “sì, sono io…ma dove l’avete scattata?”. Il poliziotto mi fa: “aspetta”. Chiama un tizio all’auricolare, gli dice qualcosa e attacca. Poi in cinese dice: “che testa di cazzo”. Io chiedo: “ma che è successo?”. Il poliziotto “Niente, vai. Scusa per il disagio e grazie per la collaborazione”. E mi lasciano andare.

Prendete voi le conclusioni da questa storia che un giorno spero di raccontare ai miei nipoti.

La morale è che se siete facilmente riconoscibili come stranieri non avrete problemi nell’entrare nella città proibita ed essere trattati come stranieri. Dall’altra parte potreste ricevere più attenzioni del dovuto ed occhi nascosti che vi scrutano per vedere se siete dei veri turisti.

La seconda cosa che non posso non notare da questo avvenimento è come sia possibile che abbiano lasciato andare una “potenziale terrorista” che si è fatta bellamente una mezzoretta di passeggiata nella città vecchia, è uscita, si è vista uno spettacolo, senza essere intercettata da una telecamera o da una guardia. Mi chiedo se infine tutte queste telecamere siano veramente funzionanti e se il servizio di controllo sia veramente efficace.

Gita al deserto del Taklamakan e all’altopiano del Pamir

Nei dintorni di Kashghar potrete ammirare paesaggi di diversa natura.

  • il Deserto di Dawakun (达瓦昆沙漠旅游风景区):

E’ una sezione del Taklamakan che prende il nome di Dawakun. Si trova a qualche centinaio di km da Kashghar ed è raggiungibile SOLO dopo l’ottenimento di un documento di passaggio e dopo aver affittato la macchina “giusta”. Come abbiamo già visto a Korla, infatti, molte parti del Xinjiang sono dedicate a basi militari (o forse anche a campi di concentramento/ “centri di rieducazione”) e il passaggio agli stranieri non è consentito se non dopo l’ottenimento di un documento alla stazione della polizia. Il suddetto documento, in questo caso, va preso all’ufficio della polizia della contea di Yuepuhu (岳普湖), ma non vi consiglio di farlo sia perché potreste perdere un sacco di tempo, sia perché se andate con un taxi normale potreste essere costretti a tornare a Kashghar.

Infatti non è possibile andare a Dawakun con una macchina qualunque, ma bisogna affittare una macchina di una certa cilindrata (loro dicono per ragioni di sicurezza, di chi non mi è chiaro – probabilmente la loro, non la vostra). Quindi fatevi un regalo e risparmiatevi perdite di tempo ed eventuali soldi buttati in macchine non adatte cercando semplicemente un’agenzia di viaggio. Chiede al vostro hotel/ostello, sapranno certamente indicarvene una. Tenete conto che per macchine di grossa cilindrata e il servizio del documento dovrete pagare più del solito, circa 1200 yuan a macchina, naturalmente divisibile con eventuali altri passeggeri stranieri o non. Nel mio caso io sono andata con due ragazze cinesi han.

L’ingresso a Dawakun è di 40 yuan, il tragitto sulla dune buggy è di 90 yuan (meritati).

  • Riserva di pioppi Jinhuyang (金湖杨):

Anche conosciuta come Parco forestale nazionale di pioppi (金湖杨国家森林公园) si trova a 40 km a sud della contea di Zepuzhen (泽普镇), ad un terzo della strada che da Kashghar porta ad Hotan. Oltre ad essere una riserva di pioppi centenari, ospita delle tende mongole e una coltivazione di giuggiole cinesi ed è possibile farsi un giro in bici. Non sono andata in questa riserva, quindi non so darvi un giudizio su quanto valga la pena andarci. Da alcune recensioni e foto fatte dai blogger cinesi mi sembra che siano rimasti abbastanza soddisfatti, ma guardando altre foto non so se riuscirei a dire la stessa cosa. Probabilmente è una questione di stagione e, come per la riserva di pioppi di Korla, il momento migliore per visitarla è sicuramente l’autunno poiché gli alberi si colorano di giallo. Per arrivarci le opzioni sono 2: affitare un taxi da Kashgar o prendere un treno da Kashgar a Zepuzhen per circa 30 yuan (meno di 4 euro). Il treno ci mette 2 ore e mezza. Arrivati alla stazione prendete un taxi per la riserva o prendete l’autobus per Jinhuyang. L’entrata al parco costa 65 yuan.

pioppi jinhuyang

  • Altopiano del Pamir (帕米尔高原):

E’ un area montagnosa in cui potrete vedere paesaggi fantastici, laghi e conoscere i tajik, ovvero la popolazione turcofona locale. Per quanto riguarda i documenti per andare all’altopiano del Pamir (帕米尔高原) per fantastici paesaggi di montagna e l’incontro con i tajik, dovete recarvi all’ufficio governativo per fare dei documenti. L’ufficio si chiama “waishike” (外事科), il numero di telefono è 17809980099, e si trova vicino a piazza del popolo (人民广场), esattamente a via Tiannan 16 (天南路16), nell’edificio del Centro documenti di viaggio (行政服务中心) al banco 56.

A causa della presenza di zone militari o di aree particolarmente sensibili poiché al confine con altri stati (quella del Pamir), gli stranieri sono obbligati ad avere dei certificati di passaggio che ne consentono la visita e sono obbligati anche ad affittare un certo tipo di macchina. Ma come per la gita al deserto vi consiglio di affidarvi ad un’agenzia turistica che vi semplificherà e soprattutto renderà possibile al 100% la visita a queste zone montagnose. Per l’altopiano del Pamir le cose si fanno molto più costose e se avete intenzione di passare anche solo un giorno in macchina potreste dover pagare almeno 2000 yuan a macchina. Inutile dire che per il solito viaggio di due giorni che consigliano le agenzie si paga anche di più. Tenete anche conto che l’altopiano del Pamir si trova a più di 3000 metri di altezza, quindi preparate i vestiti adatti anche in estate.

Non sono andata in questo luogo per via dei costi esorbitanti (consiglio vivamente di cercare qualcuno con cui andare) e per via della stagione poco favorevole, ma non c’è persona locale che non mi abbia consigliato di andarci. Qui sotto qualche foto scattata da due amici.

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📍Kashgar (Xinjiang, China), 26-30 August 2019 2⃣KARAKORAM HIGHWAY This is definitely a must-see if you are travelling in Kashgar; even if you can only dedicate one day to it (that's what we did, but you can also do a 2-day trip). Officially called "China-Pakistan Friendship Highway", Karakoram Highway is a 1300km-long #infrastructure marvel passing through Karakoram mountain range. The original highway took 20 years to complete (1959-1979) at a cost of over 1000 people's lives. In 2010 a major landslide damaged a big section of the road. Following major reconstructions and upgrades led to a safer version of the Highway we can enjoy today (often running parallel to the old sections). Along the way you get to appreciate breathtaking, unique landscapes combining a variety of colours and land formations. On our trip towards the most western Chinese border, we got to see: – 红山Red mountain – 盖孜峡谷 Gaizi Canyon – 古驿站 Old resting cottage – 白沙山 White sand mountain – 沙湖 Sand lake – 昆仑山峰 Kunlun mountain peak – 公路尔九别峰 The nine white peaks – 慕士塔格峰 Mushitage peak – 卡拉库里湖 Karakol Lake The roads seem to be dominated by touristic vehicles and you don't see too many trucks (also don't expect to see the colourful Pakistani trucks you may know from Karakorum highway pics – they load/unload by the border.) Until some time ago tourists were allowed to travel with any local driver. But since late 2018 tourists must rely on certified agencies. It's of course more costly, but there is no way around it. . #curiousaboutplaces #travellingcouple #travel #backpacking #wanderlust #postcardfromtheworld #internationalcouple #travelphotography #adventure #places_wow #placestovisit #curious #travelgram #instatravel #culture #phonephotography #oneplus #dji #asia #asiatravel #kashgar #silkroad #旅游 #新疆 #中国 #中巴友谊 #chinapakistan #CPEC #pakistan

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Silvia

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