Capire la scrittura cinese

La scrittura cinese non ha un alfabeto. E’ invece composta da migliaia di caratteri. I caratteri sono la rappresentazione di una parola o concetto in ciò che a noi occidentali sembrano “disegni”.

Se infatti nelle lingue che hanno bisogno di un alfabeto (togliendo alcuni casi tipo il tedesco), ogni concetto/parola è rappresentato da una serie di lettere, in cinese un concetto/parola è rappresentato da un solo carattere, a volte due o più raramente quattro. Quindi ogni carattere ha un suo significato lessicale, solo pochi hanno funzione solo grammaticale.

Già immagino le domande che inonderanno ora la vostra testa…

1) come fanno i cinesi a ricordarsi migliaia di caratteri?

2) come fanno i cinesi a sapere come si pronuncia un carattere?

3) perchè alcune parole sono rappresentate/scritte con un solo carattere ed altre da 2 o 4 caratteri?

Prima di tutto vediamo come si scrivono i caratteri.

Ogni carattere è costituito fisicamente da due o più tratti. I tratti sono i movimenti che facciamo con la penna per scrivere una lettera/parola/carattere. Prendiamo come ad esempio la lettera “d”. Questa lettera non si può scrivere con un solo tratto: essa è infatti formata da un tratto verticale e da uno semicircolare che si apre verso destra. Quindi la lettera “d” è formata da due tratti: l + c.

Detto questo bisogna sapere che i caratteri non sono delle mere rappresentazioni a caso di un concetto. Infatti ogni carattere è formato da diverse componenti fisse, dette “radicali“. Questi radicali sono dei “mini caratteri” di cui sono composti i caratteri veri. Sono costituiti da uno o più tratti (con un massimo di 17 tratti). Capire i radicali è capire la scrittura cinese.

Di radicali ce ne sono solo 214 (in confronto alle migliaia di caratteri) e tranne pochissimi (spesso quelli ad un tratto solo), ognuno di loro ha un proprio significato intrinseco e anche una propria pronuncia (a volte più di una).

esempio di radicali da 1 a 3 tratti

Ora, a volte un carattere può essere formato da un solo radicale, vuol dire che un radicale può coincidere con un carattere (tranne, come abbiamo detto, quelli ad un solo tratto e pochi altri). Molte più altre volte, un carattere può essere formato da più radicali uniti insieme a formare un carattere unico.

Questo fa della scrittura cinese una scrittura molto complessa e poco pratica, ma sicuramente superiore. Perchè? Ma perchè in base ai radicali di cui è composto un carattere, anche se noi non lo abbiamo mai visto prima, possiamo intuire il significato del carattere stesso.

Prendiamo i caratteri

  • (mei)

  • (li)

  • (sen).

Notate qualcosa?

Questi tre caratteri hanno lo stesso radicale, il radicale (mù, composto da 4 tratti). Questo radicale vuol dire “legno“. Infatti queste tre parole hanno tutte a che fare con alberi o piante.

(mei = prugno, prugna),梨 (li = pero, pera),森 (sen = foresta).

Avrete sicuramente notato anche che questo radicale può essere scritto in posizioni diverse all’interno del carattere: a sinistra, in basso e nel caso di altri radicali anche a destra o in alto. Non tutti i radicali possono occupare tutte e tre le posizioni: alcuni possono trovarsi solo in basso o a destra.

Quindi, già sapendo i 214 radicali, riconoscere il significato di un carattere può essere molto più facile di quanto crediamo. Ovviamente i cinesi devono ricordarsi migliaia di combinazioni di caratteri, ma anche queste combinazioni possono essere abbastanza regolari e studiando cinese per qualche mese si capisce questo meccanismo.

Per quanto riguarda la pronuncia riprendiamo gli esempi precedenti, (mei = prugno, prugna) e (li = pero, pera). Dovete sapere che sia la parte sinistra di (mei) cioè 每 (mei) è un radicale. Questo radicale non è il radicale concettuale (come “legno”) ma fa da radicale della pronuncia, cioè “mei”. Anche (li) dà la pronuncia al carattere, ma non è un radicale, bensì a sua volta un carattere, uno dei più conosciuti.

So che può sembrare ancora una cosa impossibile da immaginare, anche dopo questa spiegazione. Ma vi assicuro che la maggior parte dei caratteri hanno un significato e una pronuncia intuibili, e comunque non dimentichiamo che i cinesi li studiano per anni ed anni a scuola oltre ad essere continuamente influenzati dall’ambiente circostante..

Per rispondere alla terza domanda, perchè se ogni carattere ha un significato, ci sono molte parole formate da due caratteri? E quelle formate da 4 caratteri?

Rimanendo con i soliti esempi, avrete notato che (mei) vuol dire sia susino che susina. Per dare certezza a questo concetto non del tutto chiaro, poichè ha due significati, ci serve un altro carattere che ci specifichi esattamente cosa intendiamo dire. Ecco che a dobbiamo accostare (shu, albero), così che “albero di susino” debba essere specificato dicendo 梅树 (meishu). Spesso le parole cinesi moderne sono formate da due caratteri, anche se sappiamo già che ogni carattere di per se ha un valore lessicale (tranne pochi casi).

Venendo infine alle “parole formate da 4 caratteri”, in realtà non si tratta di parole formate da 4 caratteri ma bensì di una frase formata da parole di un carattere. Queste frasi sono spesso basate su storie tradizionali cinesi o nelle loro massime. Sono i famosi chengyu (成语), cioè “idiomi” o “aneddoti” diversi dai suhua (俗话) cioè i proverbi.

Mettiamo conto che vi sia venuto il mal di testa e che abbiate cambiato idea se studiare cinese o no. Rilassatevi, per fortuna esiste il pinyin. Certo, saper leggere il cinese è importante, ma se saprete anche solo parlarlo io direi che è già un gran traguardo.

E’ qui che il pinyin può aiutarvi. Infatti il pinyin è il sistema di lettura della pronuncia cinese attraverso l’uso delle lettere latine. Basta ricordarsi le regole di lettura del pinyin ed il gioco è fatto. Potete usare Pleco o altri dizionari perchè tutti hanno questo sistema di lettura della pronuncia. Tranne i vecchi libri che purtroppo usano ancora sistemi superati come il Wade Giles.

Ricordiamo brevemente, solo a titolo informativo, che al di là della scrittura cinese (che possiamo quasi ignorare se vi serve solo da parlare cinese), la lingua parlata presenta 4 toni più un “tono atono”. Quindi non potrete pronunciare le parole cinesi a vostro piacimento, ma dovrete seguire con precisione i 5 toni o rischiate di dire una cosa per un’altra. Il sistema pinyin ci aiuta anche a pronunciare questi toni.

Comunque se avete intenzione di studiare il cinese, non vi scoraggiate. La grammatica è pressochè inesistente e anche se non pronuncerete bene le parole con i toni giusti, il contesto vi aiuterà sempre, se l’interlocutore è di media intelligenza!

Un pensiero su “Capire la scrittura cinese

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