I cinesi

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21) non contraddire i genitori: la cultura cinese mette i genitori in una posizione di grande preminenza nella famiglia. Abbiamo visto che ci sono i bambini viziati e i piccoli geni. Ma arrivati ad una certa età, che sia 3/4 anni o 15, ogni figlio DEVE obbedire ai genitori per qualsiasi motivo, che sia frequentare un corso di pianoforte, sposarsi presto o avere un figlio.

I genitori cinesi non usano la forza con i figli: un po’ è la società che detta ai figli di dover obbedire ai genitori, un po’ sono i ricatti che i genitori riservano ai figli e/o le risposte strappalacrime e pesanti che i figli devono sorbirsi in caso di genitori infelici. Quindi il figlio cinese medio subisce grandi pressioni dai genitori riguardo a tutto.

Frasi più comuni dei genitori scontenti per convincere i figli a fare come dicono loro sono: “dopo tutti i sacrifici che abbiamo fatto per te!”, “tu non sei più mio figlio”, “se non fai così la mia salute potrebbe risentirne” e via discorrendo. Gli obblighi dei figli verso i genitori riguardano: massimo impegno nel fare le cose (=bei voti a scuola), prendere in mano la loro attività commerciale se ce l’hanno, impegnarsi presto (dai 19/20 anni possibilmente), sposarsi entro i 25 anni per le ragazze e 27/28 per i ragazzi, avere un figlio prima dei 30 anni (possibilmente entro l’anno in cui ci si è sposati).

Praticamente la libertà di un figlio cinese nasce dopo aver avuto esso stesso un figlio, il che probabilmente fa dei genitori cinesi fra i più egoisti al mondo e dei loro figli dei potenziali depressi. Non è concepito che un figlio si ribelli o faccia di testa propria, sarebbe un disonore per la famiglia. Il figlio obbediente è motivo di vanto per i suoi genitori e fonte di ispirazione per gli altri genitori. E il vanto, accompagnato dalla famosa mianzi, è cosa molto diffusa in Cina. Le eccezioni a questo tipo di genitori sono rare, ma sempre più frequenti per fortuna per i figli, soprattutto se si parla di immigrati cinesi.

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