I cinesi

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12) al lavoro: l’occidentale medio si immagina che tutti i cinesi passino 14 ore sul posto di lavoro, lavorando incessantemente, sfruttati dal capo, senza diritti e via discorrendo. Prima di tutto, ricordiamo che in Cina sì, non esistono sindacati, le ferie sono ridotte o scoraggiate attraverso penalità retributive, ma è anche vero che eccetto alcuni casi (spesso nelle fabbriche) i lavoratori non sono affatto sfruttati, nè si spaccano la schiena sul posto di lavoro.

vedi anche Lavorare in una compagnia cinese

Possiamo dire che i cinesi sono grandi lavoratori nel senso che restano nel luogo di lavoro per molte ore (e sempre meno a dir la verità, a seconda del lavoro). Ma quanto a lavorare tanto o duramente, sinceramente, ho i miei dubbi…e parlo soprattutto di chi lavora in uffici pubblici e privati, biblioteche o comunque a contatto con le persone.

Non mi riferisco solo alle segretarie che spesso stanno al pc a chattare o dormono sul banco. Proprio a livello di organizzazione, il cinese medio che fa questi lavori d’ufficio o a contatto con il pubblico, fra gli occidentali che lavorano in Cina, ha la reputazione di fare la metà del lavoro di un italiano (molti altri occidentali direbbero anche meno della metà): non sa esattamente cosa deve fare, se non lo controlli continuamente non lo fa bene e non ha mai la visuale completa di cio’ che porterà la sua parte di lavoro (e non dico che è totalmente colpa sua).

Un lavoro su un’unica cosa è spesso suddiviso fra più persone che non comunicano l’una con l’altra e/o non collaborano. Fanno quello che gli si chiede (e a volte neanche quello) e non mettono mai del loro per migliorare le cose. Anzi, se gli chiedi se hanno suggerimenti, non spiccicano parola, ma spesso sono pronti a lamentarsi dietro i superiori. Ho anche esempi di manager cinesi che sono stati messi a fare i manager per grazia divina (o più per guanxi), non capiscono niente di come funzioni un’azienda e non sanno cosa voglia dire fare il loro lavoro.

Questo quadro di persone non particolarmente dedite al lavoro e/o affidabili per i risultati che porta può avere le sue ragioni. Vuoi per la paga spesso non alta, vuoi perchè dall’alto un unico lavoro è diviso in più persone, vuoi perchè spesso le direttive dall’alto sono vaghe o assenti. Questo, certamente, con le dovute eccezioni. Naturalmente tutto dipende dal lavoro che si fa.

Nei negozi ho già detto che spesso i commessi non ti seguono più di tanto, o guardano film sul cellulare o si fanno i fatti loro. Negli uffici non è difficile vedere gente che chatta o mangia o sta al cellulare, nei ristoranti dipende dall’afflusso dei clienti, ma non mi è capitato poche volte che neanche si disturbassero a venirmi incontro o almeno a salutarmi.

Non dico che i cinesi sono degli sfaticati, perchè sarebbe generalizzare troppo e perchè conosco anche persone molto pazienti e lavoratrici, intelligenti ed efficienti…ma non possiamo neanche dire che lavorano più o meglio degli italiani. Scusate la mia schiettezza, ma in generale io ho notato questo e me lo hanno confermato non solo altri occidentali, ma anche amici manager cinesi.

In un’azienda il capo viene spesso adulato e lisciato dai più e al capo stesso piace sentirsi superiore ai suoi indipendenti, visti come sudditi utili ma non necessari. Alle riunioni tutti cercheranno di mostrare i muscoli elucubrando dialoghi lunghi e spesso senza senso, solo per impressionare il capo e far invidia agli altri. Durante le cene aziendali sono tipici questi discorsi un po’ tutti uguali su quanto l’azienda sia importante per la vita di tutti, come anche le lacrime ed esaltazioni varie. Il tutto coperto da una buona dose d’alcol (vedi sezione “alcol” piu’ in basso).

Da questo scenario che riguarda chi lavora negli uffici pubblici o privati, devo esonerare gli operai o chi fa questi lavori di manovalanza. Queste persone sì che si spaccano davvero la schiena e vivono in condizioni estreme, spesso in baracche “di latta”.

Altra curiosità tutta cinese è la strigliata pubblica che alcuni manager fanno ai loro sottoposti richiamandoli tutti insieme ad ascoltare. Il manager alza la voce, si agita, riprende alcuni comportamenti errati, dà consigli. Ma spesso accade che neanche lui/lei ne sia convinto/a e che i dipendenti finiscano per ridere sotto i baffi. “Lavorare efficientemente e unitamente per il bene dell’azienda-padre” è anche il nucleo concettuale di certe coreografie che il manager dirige per la strada, dove i dipendenti fanno alcuni movimenti più o meno simili ad una danza, dicendo alcune cose per infervorarsi a vicenda e per incitare ad un miglior lavoro di gruppo. Non so voi, ma io amo la Cina proprio per queste cose!

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